Il Beato Angelico
Percorsi d’ Arte
Giovanni da Fiesole, domenicano, affronta agli inizi del ‘400 la transizione dalla pittura tardogotica “gentile”, naturalistica alla rivoluzione umanistica di Masaccio e Piero della Francesca.
Il contesto è quello della Firenze nella quale la famiglia Medici assume un’egemonia finanziaria ed assieme culturale; il teatro è il convento dei domenicani osservanti di San Marco, per i quali affresca le celle con soggetti di meditazione sacra.
Le soluzioni estetiche dell’Angelico non rinunciano ad una eleganza tradizionale, ma declinano anche una modernità di elementi padroneggiati con sicurezza. Per questo la sua produzione artistica è molto richiesta, gli incarichi molteplici e prima della sua scomparsa si registra la committenza di due pontefici, alla metà del ‘400
