Autore: Pierluigi Del Torchio

  • Il popolo palestinese e la Palestina

    In questo tempo c’è una emergenza vera da affrontare e della quale non tacere, è in Palestina e riguarda il popolo palestinese, ormai da decenni sempre più schiacciato in tanti territori sempre più piccoli e assediati dallo stato di Israele che, con un vasto consenso dei cosiddetti Paesi occidentali ricchi, esercita senza limiti la sua oppressione. Ma questa emergenza riguarda i popoli e le nazioni di tutto il mondo.
    In questi giorni appunto, i palestinesi stanno subendo una guerra senza confini e senza esclusioni, soprattutto le popolazioni civili, effetto collaterale di una guerra formalmente fatta per distruggere Hamas.
    In questo mondo purtroppo, ci sono popoli poveri e popoli ricchi e fra quelli poveri, spesso si fanno pure distinzioni fra loro. Ci sono anche guerre giuste e ingiuste, guerre per procura, che usano per campo di battaglia territori che appartengono a Stati poveri del cosiddetto Sud del mondo, evitando così di devastare i territori dei Paesi ricchi.
    Al popolo palestinese, per ovvi motivi, non è mai stato concesso di essere riconosciuto in uno Stato sovrano con una propria identità nazionale. Evidentemente questo riconoscimento è troppo per questo popolo sempre marginalizzato e considerato equivalente ad un popolo di terroristi da bandire e meglio ancora, da eliminare fisicamente. A chi capita la sfortuna di trovarsi dalla parte sbagliata della storia, di essere sempre dalla parte del torto abilmente costruito e attribuito, rimane davvero poco nella propria vita se non subire umiliazioni, stenti, torture e spesso la morte violenta.

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  • 05 gennaio 2024, anniversario dell’eccidio dei Cinque Martiri




    Il 5 gennaio, per la Società civile di Ferno, è una data importante. In quel giorno ricorre infatti l’anniversario dell’eccidio dei Cinque martiri, avvenuto nel 1945 per mano dei tedeschi che in quegli anni occupavano anche l’Italia.
    Con il trascorrere del tempo però, tutti i ricordi, anche quelli più vivi e truci come questo, tendono a sbiadire e ad essere dimenticati per tanti motivi, talvolta sono sostituiti con altro che sposta il significato su piani diversi e più adatti ad un uso strumentale.
    La Cooperativa San Martino però, negli anni, ha sempre ricordato, anche se in modi diversi, tale ricorrenza e anche in questo inizio 2024 lo ha fatto con uno spettacolo teatrale la sera di venerdì 5 gennaio ad opera di Marco Rinaldi che ha ripercorso quel periodo storico con il racconto delle storie di quattro partigiani liguri che idealmente possono essere considerate parallele a quelle dei cinque partigiani fernese commemorati.
    Oggi dunque, dopo i decenni trascorsi da quella triste data, occorre mantenere viva la memoria di quei fatti anche e soprattutto alle giovani generazioni, attualizzandola alla contemporaneità e proteggendola dagli attacchi di coloro che, dai moderni balconi virtuali reali, vorrebbero svuotarla se non cancellarla dalla memoria collettiva.
    Se questa storia ci racconta di fatti tristi e insieme crudeli, a noi e a tutta la Società civile, è affidato il compito di mantenere sempre alta la guardia contro possibili minacce alla libertà personale e collettiva che ancora oggi, in maniera subdola o manifesta, provengono da esponenti e simpatizzanti di quella ideologia del cui partito politico, anche la nostra Costituzione repubblicana, vieta espressamente la sua riorganizzazione.

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  • Fabrizio Gatti

    Fabrizio Gatti “Bilal”

    La serata di incontro con Fabrizio Gatti ci ha lasciato una testimonianza molto forte dal punto di vista di chi “ha sempre torto”. Sono situazioni, persone e luoghi che quasi tutti noi non conosciamo perché la stragrande maggioranza delle notizie che ci giungono, sono quelle fornite da che sta in luoghi sicuri e confortevoli, come quasi tutti noi del resto.
    Ascoltando questi racconti ci sembra di sentire storie lontane provenienti da luoghi fuori dalla nostra immaginazione quotidiana e perciò ci scuotono ponendoci molte domande, sia su chi subisce i maltrattamenti ma anche su che li infligge, come ad esempio le cosiddette forze dell’ordine.
    Occorre creare e diffondere questa informazione dal di dentro, provocando un dibattito costruttivo nella società civile.

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